Gesù

"Alessandro, Cesare, Carlo Magno ed io abbiamo fondato enormi imperi; ma da cosa dipendevano queste nostre creazioni geniali? Dalla forza. Solo Gesù ha fondato un impero basato sull’amore e, ancora oggi, milioni di persone sono disposte a morire per lui. Penso di capire qualcosa della natura umana, e vi assicuro che tutti questi erano uomini, così come io sono un uomo. Ma nessuno è come lui. Gesù Cristo fu più di un uomo.

 

Io ho ispirato le moltitudini e si è generato un clima di devozione e d’entusiasmo tale da renderli pronti a morire per me… ma per fare questo ho dovuto essere fisicamente visibile, portando davanti ai loro occhi l’influenza elettrizzante della mia apparenza, delle mie parole, della mia voce. Quando vedevo degli uomini e parlavo loro, si accendeva in loro la fiamma della devozione… ma solo Cristo è riuscito ad elevare le menti umane verso le realtà invisibili a tal punto da renderle insensibili alle barriere del tempo e dello spazio.

 

A distanza di milleottocento anni, Gesù Cristo reclama una cosa più difficile d’ogni altra, una cosa che spesso i filosofi cercano invano nei loro discepoli, i padri nei loro figli, le mogli nel marito o gli uomini nei loro fratelli. Egli chiede di avere il cuore umano, e lo vuole esclusivamente per sé. Lo pretende in modo incondizionato, e la sua richiesta è esaudita. È stupefacente! Sfidando il tempo e lo spazio, l’anima umana, con tutti i suoi poteri e la sua capacità, è annessa all’impero di Cristo. Tutti quelli che credono sinceramente in lui, sperimentano la condizione di un amore straordinario e soprannaturale verso di lui.

 

Questo fenomeno è inspiegabile; è completamente al di là delle fantasie creative dell’uomo. Il tempo, il distruttore spietato di ogni cosa, è impotente ad estinguere questa fiamma sacra; non riesce né a dissiparne la forza né a porre limiti alla sua diffusione. È questa la cosa che mi colpisce più di ogni altra, e vi ho spesso riflettuto. È questo che mi dimostra in modo alquanto convincente la divinità di Gesù Cristo".

 

 

Queste sono le parole di Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia dal 1804 al 1815, noto per le sue conquiste e per la sua leadership forte. Esprimendosi sulla figura straordinaria di Gesù Cristo, usò le parole sopra citate, mostrando una ammirazione e un senso del divino che oggi molti uomini hanno perso. Napoleone riconobbe la superiorità di Cristo su qualsiasi altro uomo e pose enfasi sul suo impero fondato sull'amore. L'amore di Dio che ancora oggi bussa ai cuori e non delude mai.